La vos dl cheur La voce del cuore

 

 

 

Sota ij pont dl P Sotto i ponti del Po (tradizionale)

Una passeggiata in riva al Po, o una gita in barca sotto i suoi ponti, sono unoccasione speciale, per trascorrere dolci momenti spensierati con una ragazza, sullo sfondo di una Torino serena e spensierata.

 

Col gran farfoj d Cupido l prpi n satanss:

santrufola andrinta la barca e an prta a spass.

O-oh, l sota ij pont dl P.

 

Lamor ant lesistensa a nass an libert,

l n fior dla providensa cha sbcia ad gni et.

O-oh, l sota ij pont dl P.

 

Rit.: L sota ij pont dl Po,

an barca con na cita,

p bela a l la vita

sa j n frisin damor.

L sota ij pont dl P

se peuj a j la lun-a,

cha sa bionda o brun-a

l bel a desse d basin.

 

As fa per divertisse, per dsmenti ij sagrin,

per sospir e peuj disse: Madlen-a, mi t veuj bin.

O-oh, l sota ij pont dl P.

 

Si fissa na cicgna, podeissa n d vol,

lavra nen verggna dandete a basot.

O-oh, l sota ij pont dl P.

 

Rit.

O-oh, o-oh, l sota ij pont dl P

O-oh, o-oh, dame n basin damor.

Quel gran frugoletto di Cupido proprio un satanasso:

si intrufola nella barca e ci porta a spasso.

O-oh, l sotto i ponti del Po.

 

Lamore nel corso della vita nasce liberamente,

un fiore della provvidenza che sboccia ad ogni et.

O-oh, l sotto i ponti del Po.

 

Rit.: L sotto i ponti del Po,

in barca con una ragazza (una piccola),

pi bella la vita

se c una briciolina damore.

L sotto i ponti del Po,

se poi c la luna,

che sia bionda o bruna

bello darsi dei baci.

 

Si fa per divertimento, per dimenticare i dispiaceri,

per sospirare e poi dirsi: Maddalena, ti voglio bene.

O-oh, l sotto i ponti del Po.

 

Se fossi una cicogna, potessi un giorno volare,

non avrei vergogna di baciarti (andarti a baciare).

O-oh, l sotto i ponti del Po.

 

Rit.

 

O-oh, o-oh, l sotto i ponti del Po

O-oh, o-oh, dammi un bacio damore.

 

 

Bonjour Ninnon Buongiorno Giovanna (popolare)

I rapporti di stretto vicinato con la Francia, anche in senso linguistico, sono evidenti in questa antica canzone damore, nella quale si mescolano versi francesi ed occitani.

 

Bonjour Ninnon, ma charmante bergre!

Bonjour mons, che sa c che voul?

Je voudrais bien ton jentil cheur en gage.

Nan mons ac es pour mon bergr.

O ma Ninnon, chi tha s bien apprise?

E vous mons, nt ves estudi?

Je estudi on chateaux de mon pre.

E j mons an gardand mij monton.

Buongiorno, Ninnon, mia affascinante pastorella.

Buongiorno, signore, cosa volete?

Io vorrei sedurre il tuo tenero cuore.

No, signore, esso tutto per il mio pastore.

 

O mia Ninnon, chi ti ha cos ben istruita?

E voi, signore, dove avete studiato?

Ho studiato nel castello di mio padre.

Ed io, signore, governando il gregge (i miei montoni).

 

 

La bela bergra La bella pastorella (popolare)

senza dubbio una delle pi note canzoni del vecchio Piemonte, ed conosciutissima anche dai forestieri. stata adattata alle pi svariate esigenze, dal grande coro polifonico al meno esigente canto fra amici, mantenendo sempre intatto lancestrale senso del magico che ci trasmette ogni canto popolare.

 

A lombrtta dl busson

bela bergra a l ndurmja (2 vlte).

E da l pass tres joli franceises

a lhan dije: Bela bergera, voi leve la frev! (2 vlte)

 

E se voi leve la frev

faroma f na covertura: (2 vlte)

con l m mantel, cha l cos bel,

faroma f na covertura, passer la frev! (2 vlte)

 

Ma la bela a lha rspond:

Gentil galant f vstri viagi! (2 vlte)

E lasseme st con l m berg,

che al son d la soa vila am far dans. (2 vlte)

 

l berg, sentend lol,

l saut fra dant la baraca; (2 vlte)

con la vila n man s but a son,

a lha piit bele bergera, lha fala bal. (2 vlte)

Allombretta del cespuglio

La bella pastora addormentata.

E di l passano tre graziosi francesi

Le hanno detto: Bella pastora, voi avete la febbre!

E se voi avete la febbre

faremo fare una coperta:

con il mio mantello, che tanto bello,,

faremo una coperta, passer la febbre!

 

Ma la bella ha risposto:

Grazioso damerino seguite la vostra strada!

(fate i vostri viaggi)

E lasciatemi stare con il mio pastore,

che al suono della ghironda mi far ballare.

Il pastore, sentendo ci,

uscito (saltato) fuori dalla baracca;

con la ghironda in mano ha cominciato a suonare,

ha preso la bella pastorella, lha fatta ballare.

 

 

La vij La veglia (popolare)

Questo canto di benvenuto ci porta indietro nel tempo, quando, soprattutto nelle fredde serate invernali, la gente di campagna soleva riunirsi nel tepore della stalla, al riparo dai rigori della stagione fredda, per ascoltare i racconti degli anziani o per cantare in compagnia. Era questa la vij, la veglia, nel corso della quale si tramandavano di padre in figlio e di nonno in nipote, le gemme del sapere popolare, con i suoi usi e costumi.

 

Bon-a sira, vijire, lar!

Oh che bel cheur! Oh che bel fior!

Andiamo in cerca del nostro amante per fare lamor.

Chi -lo l di fra, lar?

Son mi, Martin, vijire, lar.

Oh che bel cheur

Dov ses-to stait, Martin-a, lar?

A f la fra, vijire, lar.

Oh che bel cheur

Cs t lhas-to compr di fra, lar?

Un capelin, vijire, lar.

Oh che bel cheur

Chi veus-to regal-lo, lar?

Al m amor, vijire, lar.

Oh che bel cheur

F-lo bal, Martin-a, lar.

Pront ij violin, vijire, lar!

Oh che bel cheur

Intr, din-dan, Martin-a, lar!

A brass, a brass, Madna, lar.

Oh che bel cheur! Oh che bel fior!

Andiamo in cerca del nostro amante per fare lamor.

Buona sera, veglianti, lar!

Oh che bel cuore! Oh che bel fiore!

Andiamo in cerca del nostro amante per fare lamor.

Chi l fuori, lar?

Sono io, Martin, veglianti, lar.

Oh che bel cuore

Dove sei stata, Martina, lar?

Alla fiera, veglianti, lar.

Oh che bel cuore

Coshai comprato alla fiera, lar?

Un cappellino, veglianti, lar.

Oh che bel cuore

A chi vuoi regalarlo, lar?

Al mio amore, veglianti, lar.

Oh che bel cuore

Fatelo ballare, Martina, lar.

Preparate i violini, veglianti, lar.

Oh che bel cuore

Entrate, din-dan, Martina, lar!

A braccetto, a braccetto, signora, lar.

Oh che bel cuore! Oh che bel fiore!

Andiamo in cerca del nostro amante per fare lamor.

 

 

La biondin-a dla Val San Martin La biondina della Val San Martino (Costa - Croce)

Quando la Val San Martino era considerata campagna, i giovani torinesi vi si recavano in cerca di avventure galanti. Ma come sempre accade, la contadinella che nelle previsioni appare di facile conquista, alla fine rivela la sua disarmante scaltrezza.

 

Bela biondin-a dla Val San Martin,

csa chi veule per deme n basin?

Basin d simpata l p bocht da vende:

p tanti i lo pretende, p pchi iv lo dara!

L nen parj chas marcando ij basin

con le biondin-e dla Val San Martin.

Mi iv porterai na vesta e n faudalin da festa,

na siarpa e nanelin, bela biondin-a dla V.S.M.

Fin tant chim gurno onesta, con la mia coefa n testa,

mia vesta a rigadin, son p soagn che le tte d Turin!

L nen parj

Si veule avj la dta, mi iv compro na casta,

soa tpia e so giardin, bela biondin-a dla V.S.M.

Na franca paisanta as maria sensa dta,

ne tpia, ne giardin, sensa l spos cha j staga davzin!

 

L nen parj

 

E mi iv ciamrai da sposa, biondin-a caprissiosa,

dal parco d San Martin,

ma veuj che prima im regale n basin!

Da psto chim cimente, vniv-lo a pij siv sente

che mi iv lo dagh per gnente, basta chim veule bin!

L per parj chas mercando ij basin

con le biondin-e dla Val San Martin!

Bella biondina della Val San Martino,

cosa volete per darmi un bacio?

Bacio di simpatia non un mazzo di fiori in vendita:

pi in tanti lo pretendete, a meno lo darei!

Non cos che si contrattano i baci

con le biondine della Val San Martino.

 

Vi porter un vestito ed un grembiulino elegante,

una sciarpa e un anellino, bella biondina della V.S.M.

Finch mi mantengo onesta, con la mia cuffia in testa,

il mio vestito a righine, sono pi elegante

delle ragazze di Torino!

Non cos

Se volete avere la dote, io vi compero una casetta,

con pergolato e giardino, bella biondina della V.S.M.

Unonesta contadinella si sposa senza dote,

n pergolato, n giardino, senza lo sposo

che le stia vicino!

Non cos

E io vi chieder in moglie, biondina capricciosa,

dal parroco di San Martino,

ma voglio che prima mi regaliate un bacio.

Dal momento che mi stuzzicate,venitelo a predere,

se ve la sentite,

che io ve lo do per niente,

sufficiente che mi vogliate bene.

in questo modo che si contrattano i baci

con le biondine della Val San Martino.

 

 

Zlicheur Graziosocuore (popolare)

Questa antica melodia, le cui radici si perdono nella storia, unita ad un testo semplice e poetico, rappresenta un vero e proprio classico della canzone popolare damore piemontese.

 

Dime un po, bel galant, bel giovo,

dova i seve ancamin?

Camin son vers la Fransa,

dova j la mia speransa,

dova j m Zlicheur.

Bel galant a l stait an Fransa,

na va an piassa a spassig.

A sancontra na fransisa

cha parlava a la piemontisa:

O monsieur, basez moi bien.

 

 

 

A lha pijala per soe man bianche,

an gropeta sa lha tir.

Lha portala n sle colin-e

dova a j jerbtte fin-e;

doi, tre vlte sa lha bas.

E ads chi lavi basame,

bel galant, mi sposerai.

Sa l ln che mi sperava,

sa l ln chi desiderava:

d spos m Zlicheur.

Ditemi un po, bel galante, bel giovane,

dove state andando?

Sto andando in Francia,

dov la mia speranza,

dove c un Cuore-gentile (dolce, anima gemella).

 

Il bel ragazzo arrivato in Francia,

se ne va a passeggio in piazza.

Incontra una francese

che parlava un po di piemontese:

O signore, baciatemi dolcemente.

(il francese basez sta per qualcosa di

molto pi piccante del semplice baciatemi)

 

Lha presa per le sue mani bianche,

lha sollevata in groppa.

Lha portata sulle colline

dove ci sono le erbette fini (novelle, morbide);

due, tre volte lha baciata (come per basez).

 

E adesso che mi avete baciata,

bel ragazzo, mi sposerete.

quello che speravo,

quello che desideravo:

sposare la mia Dolcecuore.

 

 

Ij fransis I francesi (popolare)

Nel primo settecento il Piemonte e la Francia erano acerrimi nemici: lo scomodo vicinato conduceva immancabilmente a frequenti scaramucce di confine, quando non a vere e proprie guerre, con tanto di battaglie campali ed assedi di citt. Fu in seguito a questi sanguinosi eventi che il Piemonte divenne Nazione. Erano tempi duri per il popolo, che oltre a fornire i suoi giovani migliori per rinvigorire gli eserciti decimati, doveva subire saccheggi e carestie. Ma anche in questi momenti bui si trovava il tempo per una cantata in compagnia, e loccasione era ghiotta per ritorcersi sullodiato nemico, almeno con una canzone di scherno.

 

Ij fransis a lhan le braje rosse,

ij piemontis aj tajo le cimosse.

Larao flao flao, aj tajo le cimosse,

larao flao flao, Regina, coma va?

 

Rit.: Trallarallall, cole grande an sl sof,

cole cite a chrso p, a son trp an-namor!

 

Ai fransis piaso le caramele,

ij piemontis veulo le fije bele.

 

Ij fransis a lhan la testa dura,

ij piemontis aj fiaco la figura.

I francesi hanno i pantaloni rossi,

i piemontesi tagliano loro lorlo.

Larao flao flao, tagliano loro lorlo,

larao flao flao, Regina, come va?

 

Rit.: Trallarallall, quelle grandi sul divano,

quelle piccole non crescono,

sono troppo innamorate!

Ai francesi piacciono le caramelle,

i piemontesi vogliono le belle ragazze.

 

I francesi hanno la testa dura,

i piemontesi ammaccano loro il sembiante.

 

 

Bond, mia Turin Buongiorno, mia Torino (Concina - Cherubini)

Lemigrato torna alla sua citt dopo anni di sofferta lontananza e vi ritrova magicamente intatti i luoghi, le abitudini e gli affetti.

 

Bond, mia bela Turin,

bond a tuta toa gent.

Stassira al t Valentin

mi i torno: mi i son tant content!

Vdrai col s moscardin

le tte cha bruso damor.

Mi i sentirai cioson da davzin:

Mi it veuj tant bin

Mentre l m cheur am dir pian pianin:

Costa a l toa Turin!

 

Un basin, un basotin cha brusa

con l sol o con la lun-a,

con la pieuva o con l vnt

loma tuti l cheur content!

 

L neuit, mia bela Turin,

ma ti it ses tut n splendor.

Si penso a coi ani d sagrin

I pioro d gj e d dolor.

Lontan i viva da ti:

oh, mama, che freid al m cheur!

Tam dise ncora: It ses sempre n citin!

Mi it veuj tant bin

E sto citin t sar sempre davzin

s an toa bela Turin.

 

Un basin

Buongiorno, mia bella Torino,

buongiorno a tutta la tua gente.

Stasera al tuo Valentino

io torno: sono tanto felice!

Vedr col loro spasimante

le ragazze che bruciano damore.

Io sentir sussurrare vicino:

Ti voglio tanto bene

Mentre il mio cuore mi dir pian pianino:

Questa la tua Torino!

 

Un bacio, un bacetto che brucia

con il sole o con la luna,

con la pioggia o con il vento

abbiamo tutti il cuore felice!

 

notte, mia bella Torino,

ma tu sei tutto uno splendore.

Se penso a quegli anni di preoccupazioni

io piango di gioia e di dolore.

Lontano vivevo da te:

oh. Mamma, che freddo al mio cuore!

Mi dici ancora: Sei sempre un piccolino!

Ti voglio tanto bene

E questo piccolino ti sar sempre vicino

qui nella tua bella Torino.

 

Un bacio

 

 

Deurm, bel Citin Dormi, bel Piccolino (tradizionale - G. Marietta)

Sulla notissima melodia di Stiile Nacht, una delicata ninna nanna invita il Bambino ad un sereno riposo.

 

Deurm, bel Citin. Deurm, Re Divin.

La Tua Mama at d n basin.

An sla paja d na grupia t ses n

pr salvene daj nstri pec.

Ant l Cel sia la Glria: ancheuj l n la Vrit.

 

Freida la neuit, l scur l cel.

Ant la stala beu e asinel.

Fra a canto ij Tj Angej dor;

pvra rba ij pastor l'han port.

Pas a jmo n sla Tera,

che l Salvator a l n.

 

Deurm, bel Citin. Deurm, Re Divin.

La Tua Mama at d 'n basin.

Deurm, ades, che 'l moment a vnir

'd duvej seufre dij nstri pec.

Ant l Cel sia la Glria: ancheuj l' n la Vrit.

Dormi, bel Piccolino. Dormi Re Divino.

La Tua Mamma Ti da un bacio.

Sulla paglia di una mangiatoia sei nato

per salvarci dai nostri peccati.

Nel Cielo sia la Gloria, oggi nata la Verit.

 

Fredda la notte, buio il cielo.

Nella stalla bue e asinello.

Fuori cantano i Tuoi Angeli dorati;

povere cose i pastori han portato.

Pace agli uomini sulla Terra,

che il Salvatore nato.

 

Dormi, bel Piccolino. Dormi, Re Divino.

La Tua Mamma Ti da un bacio.

Dormi, adesso, perch il momento verr

di dover soffrire per i nostri peccati.

Nel Cielo sia la Gloria: oggi nata la Verit.

 

 

La barchtta La barchetta (A. Brofferio)

La sdolcinata escursione sul fiume di due fidanzatini, viene rovinosamente e comicamente interrotta dallarrivo di un improvviso fortunale, che danneggia irrimediabilmente la barchetta, trasformando la gita dei malcapitati in un malaugurato naufragio.

 

Guarda che bianca lun-a, guarda che cel seren;

dun-a, mia cara, dun-a: ven, Carolin-a, ven!

Un-a tranquila aritta sent, a consola l cheur:

ven, ven su la barchtta d lamor e dl boneur.

 

Lultima stila a svela che lalba a veul spont,

ma col mai cambi vela comensa a f baj;

na pcita nivoltta a ven a turb l cheur:

a butia la barchtta d lamor e dl boneur.

 

Tempesta sota e dzora, tron, lsna, lsna e tron.

l rem a va n malora, bond vela e timon;

a casca la fustta, a bat p nen l cheur

Bon viage a la barchtta d lamor e dl boneur!

Guarda che bianca luna, guarda che cielo sereno;

presto, mia cara, presto: vieni, Carolina, vieni!

Una tranquilla arietta senti, consola il cuore:

vieni, vieni sulla barchetta dellamore e della gioia.

 

Lultima stella svela che lalba vuole spuntare,

ma quel mai cambiar vela comincia a far sbadigliare;

una piccola nuvoletta viene a turbare il cuore:

dondola la barchetta dellamore e della buona sorte.

 

Tempesta sotto e sopra, tuono, lampo, lampo e tuono.

Il remo va alla malora, addio vela e timone;

cade il fulmine, non batte pi il cuore

Buon viaggio alla barchetta dellamore e della fortuna!

 

 

La canson dl sfol La canzone dello sfollato (V. Tagliabue)

Tratta dalloperetta in piemontese Giandoja nellOlimpo degli Dei, questo allegro valzer racconta le peripezie che il povero sfollato, costretto ad abbandonare la citt devastata dai bombardamenti nel corso dellultimo conflitto, costretto a subire per poter condurre una dignitosa esistenza in quella campagna a cui cos poco abituato.

 

Dp le fatighe dun d a j gnente d p bel

che l rips an campagna!

Nds-ne lontan dla sit, ant un cit paist

prpe aj p dla montagna!

Fesse n viagt soagn nt un vagon bin sgnac

peuj tre ore d str:

Ah, che gj, che pias, che sagrin, che magon,

ti t na rive con jss a baron.

 

Rit.: L sfol l riv

con la pansa chai toca la schin-a.

Csa fa? Chi lo sa?

A va a gioch ant la paja p fin-a!

L davzin a j l crin

e tra che, zanzare e moschin

chiel a passa na neuit dsper

perch fin-a na pules lo ten dsvij;

can e gat as dsmoro per l,

peuj a doi bt a j l chichirich!

 

Bela la festa al pas! At fan mila soris!

L na vera cucagna!

Peuj a j l cont da rang: mila lire dlalgg

aotrtant per la bagna

Dp j l consum dl piolt, peuj un paira d bricht

e dovr l gabint!

E la vista dij pr e l profum dij pol

fin-a laria ti t toca pagh!

 

Rit.: L sfol

Dopo le fatiche di un giorno non c niente di pi bello

del riposo in campagna!

Andarsene lontano dalla citt, in un piccolo paesello

proprio ai piedi della montagna!

Farsi un viaggetto comodo in un vagone ben pigiati

poi tre ore di strada:

Ah, che gioia, che piacere, che afflizione, che angoscia

te ne arrivi con le ossa ammucchiate.

 

Rit.: Lo sfollato arrivato

con la pancia che gli tocca la schiena.

Cosa fa? Chi lo sa?

Trova ricovero nella paglia pi morbida!

L vicino c il maiale

e tra oche, zanzare e moscerini

lui passa una notte di disperazione

perch persino una pulce lo tiene sveglio;

cane e gatto si trastullano l intorno,

poi alle due c il canto del gallo!

 

Bella la festa in paese! Ti fanno mille sorrisi!

una vera cuccagna!

Poi c il conto da pagare: mille lire per lalloggio

altrettanto per il companatico

Poi c luso dellaccetta, poi un paio di fiammiferi

e lutilizzo del gabinetto!

E la vista dei prati ed il profumo dei pollai

perfino laria ti tocca pagare!

 

Rit.: Lo sfollato

 

 

Sponta l sol Spunta il sole (popolare)

Solare e spensierata canzone di costume, un invito alla danza ed allamore per i giovani torinesi in cerca di avventure galanti. Le parole originali sarebbero: Sota l sol, j la lun-a, cio Tramontato il sole (andato sotto il sole), c la luna, ma oggi si tende a cantarla cos:

 

Sponta l sol e la lun-a,

e la lun-a d Moncal;

A fa l ciir a le tte

a la sira nd a bal.

 

Spunta il sole e la luna,

e la luna di Moncalieri;

Fa luce alle ragazze

di sera mentre vanno a ballare.

Rsa, Rosta, sposa diletta,

le tue parole mi fanno innamorar.

 

 

La canson dij Brand La canzone della Compagnia dei Brand (tradizionale - C. Brero)

Un inno al Piemonte ed ai suoi gloriosi valori, che trae dalle parole di Camillo Brero, adattate ad una antica melodia popolare, lo stimolo per una pi attenta tutela delle antiche origini ed un orgoglioso ritorno alle radici.

 

Ant nstr cheur l cel sanrisa,

gius d tra a l nstr sangh:

nstra lenga piemontisa

l la sava d nstr doman.

 

Rit.: Piemont, ardit damor

cha lha dane l Creator

Piemontis, Piemont deuv vive

sij brand dl nstr onor.

 

Ant la ment la vos testarda

dle montagne d nstr pas,

drinta lanima gajarda

branda l feu pa mai dstiss.

 

Rit.: Piemont

 

Per Piemont e per lEurpa,

gent dla pian-a e gent dij brich,

soma a lerta, ard sla pita

con lardor dij Gaj antich.

 

Rit.: Piemont

Nel nostro cuore il cielo mette radice,

succo della terra il nostro sangue:

la nostra lingua piemontese

la linfa del nostro domani.

 

Rit.: Piemonte, eredit damore

che ci ha dato il Creatore

Piemontesi, il Piemonte deve vivere

sugli alari del nostro onore.

 

Nella mente la voce testarda

delle montagne del nostro paese,

dentro lanima gagliarda

arde il fuoco giammai spento.

 

Rit.: Piemonte

 

Per Piemonte e per lEuropa,

gente della pianura e gente dei monti,

siamo allerta, pronti, vigili

con lardore dei Galli antichi.

 

Rit.: Piemonte

 

 

Montagne dl m Piemont Montagne del mio Piemonte (G. Farassino)

Le montagne, fieri guardiani della nostra terra, oggi, come nelle epoche passate, stanno immobili a vegliare sul trascorrere della vita del bogianen, vedendone le miserie e le meschinit. Il torinese, conscio della corruzione dellepoca in cui vive, prega i suoi monti di fare da intermediari per lavverarsi dei suoi desideri.

 

Montagne dl m Piemont

chi base n front sta mia Sit,

montagne dl m Pas chi sghice leuj al Paradis,

port la su nt l cel ij seugn dun Bogianen.

 

Disj-lo, che a sta Sit

ai manca l fi per protest,

disj-lo, dom-je na man, dom-je

n p d sol e n cel sern.

Crij, f n p d rabl, lass, lass nt l cel.

 

Perch sta mia Sit a l nt l canton dij vej?

Perch a travond l tssi come sa fissa aml?

La gent a dis tant per d: Turin a l n pas!

A l colpa dij teron! A lha le miole scche!

E n, mia cara gent!

I leve mai pens che forse sta Sit a l smrta

perch noi an fond i soma mach na maniga

d farfoj cha viv con jeuj bind?

Na maniga d partiant cha buta l vissicant

an suna gamba d bsch?

A l smrta perch noi i loma mach d lenga...

i vivoma dla malissia...

i soma nen csa sia lamor, lamicissia!

Pens che meravija se tuti ij Turinis as pijeisso

per la man e a fisso n girotond antorn a sta Sit...

pens che meravija se tute le maraje cha passo per

la str anvece d tir via a crijisso: Ciao, som!

Provoma! Frsa fieuj: tacoma gi dancheuj!

E mi i veuj esse l prim cha slarga la soa man

per podj strenz-ne tante e tante dautre man!

 

Port la su nt l cel ij seugn dun Bogianen.

Port la su nt l cel ij seugn dun Bogianen

Montagne del mio Piemonte che baciante

in fronte questa mia Citt,

monti del mio Paese che fate locchiolino al Paradiso,

portate lass nel cielo i sogni di un Bogianen.

 

Diteglielo, che a questa Citt

manca il fiato per protestare,

diteglielo, diamole una mano, diamole

un po di sole e un cielo sereno.

Gridate, fate un po di fracasso, lass, lass nel cielo.

 

Perch questa mia citt rassegnata? (nellangolo dei vecchi)

Perch trangugia il veleno come se fosse miele?

La gente dice tanto per parlare: Torino un paese!

colpa dei meridionali! Ha il midollo rinsecchito!

E no, miei cari!

Non avete mai pensato che forse questa Citt smunta

perch noi in fondo siamo solo un branco di bimbetti

che vive con gli occhi bendati?

Un branco di faziosi che spalma il vescicante

su di una gamba di legno?

smunta perch abbiamo solo la lingua

viviamo di malizia

non sappiamo cosa sia lamore, lamicizia!

Pensate che meraviglia se tutti i Torinesi si prendessero

per mano e facessero un girotondo intorno alla Citt

pensate che meraviglia se tutta la gente che passa per

la strada invece di proseguire gridasse: Ciao, amico!

Proviamo! Forza ragazzi: cominciamo gi da oggi!

E io voglio essere il primo che allarga la sua mano

per poter stringerne tante e tante altre mani!

 

Portate lass nel cielo i sogni di un Bogianen.

Portate lass nel cielo i sogni di un piemontese.

 

 

La Taverna dl Trav La Taverna della Trave (Fratelli Florio)

I giovani che negli anni cinquanta si spostavano in Val di Susa per le vacanze estive o per una gita domenicale, avevano eletto a loro ritrovo una tipica locanda di Bardonecchia. Questo locale esiste ancora oggi, anche se pi volte ristrutturato, nella centralissima via Medail.

 

Ant una sit d frontera, vrs la Fransa,

j na tavrna drla, rinom.

Pen-a chas intra as ved na gran stansia,

l nen tant auta, ma tuta pitur.

 

Rit.: E tuti ij mj pitor, con arte e con amor,

lhan fit sensa pretise un cap-lavor.

A j n vinl cha flamba l bcc,

aria d montagna.

La Taverna dl Trav l na cucagna!

 

But lha pitur la padroncin-a,

e n po d caricadura dc l padron.

E n gondola vddoma la biondin-a,

Cobit, Mact, Balon e l Rigodon.

 

Rit.: E tuti ij mj pitor

 

J dc la bagna cauda tant gustosa,

cha stussica l pias dun bon litrt.

E per jamis dla tavla, la garganta,

na cusinera n pita e n bon licor.

 

Rit.: E tuti ij mj pitor

In una citt di frontiera, vicino alla Francia,

c una taverna strana, rinomata.

Appena si entra si vede una grande stanza,

non tanto alta, ma tutta dipinta.

 

Rit.: E tutti i migliori pittori, con arte e con amore

hanno fatto senza pretese un capolavoro.

C un vinello che va diritto al bersaglio

(fa secco il pallino), aria di montagna

La Taverna della Trave una cuccagna!

 

But* ha dipinto la padroncina,

e un po in caricatura anche il padrone.

E in gondola vediamo la biondina,

Cobit*, Mact*, Balon* e il Rigodon*.

 

Rit.: E tutti i migliori pittori

 

C anche la bagna cauda tanto gustosa,

che stuzzica il piacere di un buon litruccio.

E per gli amici della tavola, la dispensa,

una cuoca in gamba e un buon liquore.

 

Rit.: E tutti i migliori pittori

 

 

 

* sono tutti cognomi o soprannomi